Arezzo

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Regala lunghi sorsi di momenti passati il centro storico, dispiego di angoli d’irripetibile fascino, e corrispondente a quello definitosi tra i secoli XII-XIII. A monte della spettacolare Piazza Grande, dal perimetro trapezoidale e su un terreno fortemente inclinato, Giorgio Vasari lasciò nell’imponente Palazzo delle Logge (1573-95) un pulito esempio d’architettura manierista toscana. Sembra scalare la pendenza della piazza la parte posteriore della pieve di S. Maria (XII secolo), straordinario ed ineguagliato edificio romanico. Sviluppa in facciata tre gallerie sovrapposte, per un totale di ben 68 colonne variamente decorate nei capitelli, e del 1330 è il campanile detto “delle cento buche”, per via delle 80 aperture sulla sua superficie. Nella cappella principale dell’abside è sepolto il Vasari, e domina l’altare maggiore il celebre polittico di Pietro Lorenzetti, probabilmente l’opera più antica a noi nota del pittore (1320). Per il Duomo di S. Donato (iniziato nel 1277) Piero della Francesca nel 1459 affrescò la S. Maria Maddalena, ma il documento più completo del suo operato è nella severa chiesa di S. Francesco (1290-1377), dove impresse le Storie della croce tra il 1452 e 1464, comprendenti il Sogno di Costantino (1457-58), primo notturno rinascimentale. Poco discosti l’una dall’altro si trovano la casa del Vasari (oggi museo ed esemplare casa d’artista del manierismo italiano, dove il Vasari operò sia in qualità di architetto che di pittore) e il Museo d’arte medievale e moderna, una pregevole raccolta che esibisce le stagioni artistiche della città dal XIII al XVI secolo.