La città è un susseguirsi d’opere memorabili: dal picco della cerchia muraria si ergono i profili militari della Rocca Maggiore (XII secolo) e di quella Minore, ma il più intenso richiamo visivo giunge dalla Basilica di S. Francesco, i cui corpi (quello inferiore del 1228-30, quello superiore del 1230-53) furono iniziati a soli due anni di distanza dalla morte del santo, avvenuta nel 1226. Cimabue, Giotto, i fratelli Lorenzetti e Simone Martini gli donarono valore eterno affrescandoli. Continua il succedersi di preziose prove artistiche nella romanica chiesa di S. Rufino e nella gotica basilica di S. Chiara. Piazza del Comune, dove S. Francesco proclamò la rinuncia agli agi patrizi di famiglia, incunea tra il Palazzo dei Priori e quello del Popolo il tempio romano di Minerva (I secolo a.C.), e cela nel sottosuolo il Museo e Foro romano. Accresce il patrimonio sacro la Galleria d’Arte Contemporanea: i De Chirico, Rosai, Greco, Carrà , Rouault (pochi fra i molti presenti) sono congiunti in una produzione a soggetto cristologico.
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Fuga d’amore in Val d’Orcia
Fuggire dal tran tran quotidiano, ritrovare la complicità in un vecchio borgo mediovale tra le pareti di un palazzo con [...]






