Massa Marittima

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Dopo esser stata libero Comune, Massa nel 1365 fu sottomessa da Siena e nel 1554 seguì la sorte dell’intera Maremma con l’assorbimento nel Granducato di Toscana. Le perdite più cocenti, però, furono sempre addotte dall’incorporeo nemico, la malaria, le cui epidemie s’inasprirono fino a costringere, sullo scorcio del XVI secolo, all’abbandono del borgo. È questa una delle ragioni alla base dell’intatto e splendido aspetto ricevuto dal passato. Nell’irregolare Piazza Garibaldi sbalordisce l’imponenza della flessione romanico-pisana del Duomo di S. Cerbone. Tra le testimonianze artistiche dell’interno spiccano l’arca con le reliquie di S. Cerbone (Goro di Gregorio, 1324) e la Madonna delle Grazie (1316) di Duccio di Buoninsegna. A fronte della cattedrale, il Palazzo Pretorio, massiccia struttura del 1230, sede del Museo Archeologico e Comunale, nella cui collezione è visibile una bella Maestà dipinta a tempera su tavola da Ambrogio Lorenzetti (1335 ca.).